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di Robert Langer

Fuori dai centri abitati il casco diventa obbligatorio senza deroghe, gli automobilisti devono rallentare davvero per sorpassarti e in città pedali al centro della corsia. Cosa significa la più grande riforma del codice della strada spagnolo degli ultimi vent’anni per la tua vacanza in MTB.

Canarie, Baleari, Andalusia: quando da noi arriva il freddo, la Spagna è una delle mete preferite di chi non vuole appendere la bici al chiodo. Dal 1° ottobre 2026 lì valgono regole nuove. Il Real Decreto 518/2026 è la riforma più ampia del regolamento di circolazione spagnolo dal 2003 e mette al centro gli utenti vulnerabili: pedoni, motociclisti e ciclisti.

Casco: addio alle tre eccezioni

Fuori dai centri abitati il casco in Spagna era già obbligatorio, ma con tre eccezioni: salite lunghe, caldo estremo e motivi medici. Sono state cancellate. Il testo del decreto lo motiva, in sostanza, dicendo che non avevano più senso.

In pratica: appena esci dal paese, il casco va in testa. In salita come in discesa, a febbraio come a luglio. Senza casco la multa è di 200 euro. In città resta facoltativo per gli adulti, mentre per i minori di 16 anni è obbligatorio ovunque.

In Italia il casco in bici non è obbligatorio per legge. Chi è abituato a uscire su strada senza, in Spagna deve cambiare abitudine.

In Spagna d’ora in poi vale una regola semplice: superato il cartello del paese, casco in testa.

E su sterrati e sentieri?

L’obbligo è legato alle «vías interurbanas», le strade extraurbane. Se uno sterrato in un parco naturale o un singletrack alle Canarie rientrino in questa definizione, la riforma non lo dice esplicitamente. Un chiarimento della DGT, l’autorità spagnola del traffico, non l’abbiamo trovato.

Nella pratica conta poco. Quasi ogni giro ha tratti di asfalto, e sul sentiero il casco lo porti comunque. Scommettere sul «è solo una carrareccia» davanti alla Guardia Civil non è una grande idea.

Sorpasso: distanza e velocità

La novità più importante riguarda chi ti sorpassa. Fuori dai centri abitati gli automobilisti devono restare almeno 20 km/h sotto il limite e, sulle strade con più corsie per senso di marcia, cambiare completamente corsia. La distanza laterale di 1,5 metri resta. Un gruppo conta sempre come un’unica unità.

Anche in Italia, con la riforma del codice della strada di fine 2024, è arrivato il metro e mezzo, ma solo dove le condizioni della strada lo consentono e senza obbligo di rallentare. La Spagna interviene sulla velocità, ed è la leva giusta: a 100 all’ora anche un metro e mezzo protegge poco.

In città: al centro della corsia

Dove manca la ciclabile, i ciclisti devono pedalare preferibilmente al centro della corsia. Le auto in città devono mantenere almeno cinque metri di distanza. I comuni possono aprire il doppio senso ciclabile nelle strade a una corsia con limite di 30 km/h. L’applicazione cambia da comune a comune, quindi occhio alla segnaletica.

Il nostro punto di vista

La riforma va nella direzione giusta. Non per il casco, che chi va in MTB porta già, ma perché la Spagna sposta finalmente la responsabilità dove nasce il pericolo: su chi guida il veicolo più pesante. Secondo i media spagnoli, la Guardia Civil vuole controllare in modo mirato la nuova regola sul sorpasso nei primi mesi.

La riforma si giudicherà dal piede degli automobilisti sull’acceleratore, non dal numero di multe per il casco.

Promemoria prima di partire

  • Fuori dai centri abitati: casco obbligatorio senza eccezioni, multa 200 euro.
  • Sotto i 16 anni: casco ovunque, anche in città.
  • Noleggi la bici sul posto? Chiedi prima se il casco è incluso.
  • In città senza ciclabile: al centro della corsia.
  • Sterrato o sentiero: quadro giuridico non chiaro, casco comunque.

Published by Radical Life Studios / MTB Report


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