Pubblicato da Radical Life Studios / MTB Report
La e-MTB enduro leggera era un’idea di Specialized. Oggi il marchio la lascia a Orbea, Mondraker e un produttore di droni. I motivi sono più scomodi di quanto sembri.
Ci sono quelle bici che i rider chiedono sui forum da mesi – e che comunque nessuno costruisce. Le e-MTB enduro leggere: potenti in discesa, oneste sotto i 20 chili, una bici che si guida come una normale mountain bike, ma con una spinta in salita. Proprio Specialized ha inventato questa categoria. E proprio Specialized la lascia lì. Chi vuole capire perché deve guardare dietro i cataloghi patinati – ed è lì che diventa scomodo.
La categoria che c’era
In breve, per chi non legge le schede tecniche per divertimento: una bici da enduro ha molta escursione, di solito intorno ai 170 millimetri davanti e dietro. È la riserva che assorbe le pietraie, i tappeti di radici e i salti. Una e-MTB « leggera », invece, rinuncia al motore full power e alla batteria enorme. Risultato: meno spinta, ma molto meno peso – e una sensazione di guida vicina a quella di una bici senza assistenza.
Proprio questo profilo – 170 mm di escursione, onestamente sotto i 20 chili – Specialized l’aveva presidiato con la Kenevo SL. Circa 18,5 chili, un piccolo motore SL da 50 newtonmetri, una batteria da 320 Wh che potevi integrare con un range extender nel portaborraccia. Una e-enduro che si guidava come un’enduro – non come un ciclomotore con i pedali.
Quella bici oggi è storia. Specialized ha tolto Kenevo e Kenevo SL dalle proprie pagine, e i rivenditori liquidano le ultime scorte con sconti fino al 30 per cento. L’erede ufficiale, la Levo EVO, è diventata tutt’altro: 180 davanti, 170 dietro – ma con motore full power, batteria grossa e un peso da combattimento intorno ai 24,4 chili. Un bestione full power, non un peso piuma. L’unica e-MTB leggera che Specialized ancora propone è la Levo SL – e quella si ferma a 150 mm dietro e 160 davanti. Leggera, certo. Ma troppa poca escursione per il vero terreno da enduro. Il giusto mezzo in mezzo? Vuoto.
Alcuni segnali lasciano perfino intendere che Specialized possa ridurre ulteriormente il ramo leggero – non è confermato. Per il vuoto cambia poco: anche se la Levo SL resta, non riempie la casella enduro.
Il vero motivo: logica di piattaforma, non divertimento
Perché un marchio abbandona una categoria che ha definito lui stesso? La risposta onesta ha poco a che fare con il divertimento e molto con i conti. I grandi produttori non costruiscono quasi più un telaio per modello. Costruiscono piattaforme: un telaio, più bici.
Specialized lo mostra con la famiglia Levo 4: un telaio base porta tre bici – la più corta Levo R, la Levo standard e la lunga Levo EVO. Un telaio leggero dedicato da 170 significherebbe stampi aggiuntivi, una linea a sé, attrezzaggi propri. Soldi che quasi nessuno spende in un mercato fiacco.
Santa Cruz racconta la stessa storia, solo più netta. La vecchia Heckler full power è stata tolta di produzione e sostituita dalla Vala; la leggera Heckler SL prosegue a fianco. Il dettaglio che parla: la lunga e potente Bullit e la Vala a media escursione condividono una piattaforma – internamente Santa Cruz chiamava la Bullit semplicemente « Vala LT », la versione a lunga escursione dello stesso telaio. E quel telaio è un peso massimo full power: anche in carbonio si aggira sui 21 chili, in alluminio oltre i 24. Un’enduro leggera a lunga escursione accanto? Non esiste – il telaio condiviso è quello pesante, e uno leggero non c’è affatto. Anche qui vale: non perché nessuno la volesse, ma perché i conti non tornano.
| La nicchia non muore sul mercato. Muore in un foglio di calcolo degli stampi. |
È la verità scomoda dietro la scomparsa della nicchia: alla fine non è il rider a decidere quali bici esistono, ma il calcolo degli stampi dietro le quinte.
E poi è arrivato Avinox
In questo vuoto irrompe un nome che tre anni fa quasi nessuno associava alla mountain bike: DJI. Il gigante cinese dei droni ha rivoltato il mercato con la sua trasmissione Avinox. La vecchia questione di fede « leggera o full power? » è ormai considerata largamente superata – Avinox eroga fino a 105 newtonmetri da un motore più leggero di certi sistemi affermati. All’improvviso si può avere entrambe le cose: tanta potenza e poco peso.
L’industria risponde con una vera e propria corsa ai watt; picchi intorno ai 1.500 watt non sono più una rarità. E in mezzo a questa corsa Specialized si ritrova senza un’offerta enduro leggera, mentre Orbea, Mondraker e un branco di marchi Avinox consegnano proprio dove sta il divertimento. Per l’inventore della categoria non è una bella figura.
Ciò che diverte davvero: 17-21 chili con potenza
Perché è qui, nella fascia tra i 17 e i 21 chili circa, che si fa la musica. Abbastanza leggera da restare giocosa e maneggevole – abbastanza robusta da aiutare sul serio in salita. Solo che non esiste la bici perfetta, ma una serie di compromessi.
Orbea coglie l’ideale leggero nel modo più puro. La Rallon RS pesa in taglia M appena 17,45 chili con 180/170 mm di escursione – e va deliberatamente controcorrente: il suo motore TQ eroga magri 40 newtonmetri, una sensazione « uno o due rapporti più facili » invece della spinta turbo. Vuoi la massima potenza? Bici sbagliata. La Mondraker Dune R risponde con 20,3 chili, ma offre col motore Bosch SX una spinta sfruttabile decisamente maggiore. E la fazione Avinox – Amflow e compagnia – infila tanta potenza in circa 21 chili, ma lo paga in cima alla bilancia.
| Bici | Escursione (ant/post) | Peso | Motore | Carattere |
|---|---|---|---|---|
| Orbea Rallon RS | 180/170 mm | 17,45 kg | TQ HPR40, 40 Nm | La più leggera – ma poca potenza |
| Mondraker Dune R | 170/165 mm | 20,3 kg | Bosch SX, fino a 60 Nm | Più spinta sfruttabile |
| Amflow (Avinox) | Enduro | ~21,5 kg | DJI Avinox, fino a 105 Nm | Full power, pesante sulla bilancia |
| Specialized Levo EVO | 180/170 mm | 24,4 kg | Specialized 3.1, full power | Troppo pesante per l’ideale leggero |
La lezione per chi inizia: « leggero » non è un punto, è uno spettro. Peso, potenza, autonomia e robustezza non si massimizzano tutti insieme. Ognuna di queste bici vince in una colonna e paga in un’altra. Chi lo capisce compra in base al proprio uso – non all’hype.
Il problema dei 25 chili – e per chi ha comunque senso
Restano i veri bestioni. Una e-MTB oltre i 24, 25 chili non è un optimum di guidabilità per la maggior parte dei rider – incassa in modo più secco, chiede di essere guidata con più criterio, perdona meno. I tester della Levo EVO lo scrivono esattamente così: oltre i 24 chili colpisce duro e pesante nel terreno sconnesso.
Eppure il segmento ha la sua ragione d’essere – solo non per tutti. Per rider forti, pesanti o semplicemente alti – diciamo oltre i 90 o 100 chili – il robusto telaio full power è spesso la scelta più intelligente. È costruito più solido, omologato più in alto – pesi di sistema intorno ai 155-158 chili sono qui la norma – e il motore potente porta su la massa totale maggiore con meno fatica. Servono bici per persone oltre gli 80, 90, 100 chili. Il segmento dei 25 chili è anche per loro.
Rapporto qualità-prezzo: perché 12.000 euro per una cassaforte non tornano
Il che ci porta al punto dolente: il prezzo. Un robusto cavallo da lavoro pesante è proprio la bici che non ha bisogno di sovrapprezzi di lusso – ed è proprio lì che i marchi mettono di più le mani nel portafoglio. Le enduro full power coprono un ampio arco: le versioni in alluminio d’ingresso stanno intorno ai 6.000-7.000 euro – giusto per ciò che sono. I modelli top in carbonio salgono a 12.000, 13.000 euro e oltre. La Rallon RS di Orbea arriva fino a 14.999 euro per la LTD.
Ed è qui che si inceppa. Dodicimila euro per una bici da 25 chili la cui vera forza è resistenza e durata? Per una bici la cui clientela – rider robusti di tutti i giorni – non si definisce proprio attraverso il carbonio pregiato e i gadget elettronici? I conti non tornano. Chi ha davvero bisogno di questa categoria è spesso servito meglio dalla versione in alluminio da 6.000 euro che dalla cassaforte in carbonio che costa il doppio. Il sovrapprezzo compra grammi e prestigio – non ciò che rende buona un’enduro da carico.
| Una bici da 25 chili a 12.000 euro vende prestigio dove dovrebbe vendere robustezza. |
Cosa significa per te
Restiamo onesti: una Rallon da 15.000 euro non è un acquisto per la maggior parte di noi, ma uno sguardo al futuro. Ed è proprio questo il punto. Il movimento in cima mostra dove si va: verso bici leggere eppure potenti. Ciò che oggi debutta al tetto dei prezzi, tra un anno o due sgocciola nelle classi accessibili.
Per una decisione d’acquisto oggi significa: non farti abbagliare da numeri di watt e lucido. Chiediti dove e come guidi – e quanto pesi. Una bici leggera e giocosa premia la tecnica pulita. Un bestione full power premia i rider che hanno davvero bisogno di massa e muscoli. Entrambe hanno il loro posto. Solo, il prezzo deve stare al passo con lo scopo.
Più bici, meno chiacchiere
E forse è questa la vera battuta finale: mentre metà dell’industria si lancia nella corsa ai watt, le bici più intelligenti vanno nella direzione opposta – più leggere, non più rumorose. Orbea ha il coraggio di mandare sui sentieri una e-MTB enduro con un mini-motore, in pieno delirio di potenza. Non è una debolezza. È una presa di posizione. Specialized ha inventato la categoria. Ora tocca ad altri mostrare cosa farne.
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