Caccia e mountain bike, MTB stagione venatoria, apertura caccia 2026, silenzio venatorio, martedì e venerdì caccia

Veröffentlicht von den Radical Life Studios / MTB Report

Articolo di servizio, valido per ogni stagione venatoria

di Robert Langer

Domenica 20 settembre, terza domenica del mese, apre ufficialmente la stagione venatoria, e in molte regioni le preaperture sono già partite. Da qui a fine gennaio boschi, sterrati e sentieri si condividono con chi va a caccia. Cosa dicono davvero i numeri, cosa prevede la legge e come uscire in bici con la testa tranquilla.

Val Curone, novembre 2023

Il caso più vicino a noi è quello di un biker cinquantenne di Casteggio. Il 27 novembre 2023 stava pedalando nei boschi di Gremiasco, in Val Curone, quando è stato raggiunto da una rosa di pallini partita durante una battuta. Ferito a un braccio e all’addome, è stato soccorso dagli stessi cacciatori e ricoverato. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, era sbucato da un cespuglio ed era stato scambiato per un animale. Il cacciatore è stato denunciato per lesioni personali colpose.

In rete circolano anche casi dall’estero, come quello del ciclista colpito a Forallac, in Catalogna, a febbraio 2024. Casi reali, ma non recenti. Condividerli senza data dà l’impressione di un’emergenza nuova, che i dati non confermano.

La responsabilità di uno sparo è di chi spara. Ma avere ragione non protegge dall’errore di un altro.

Due conteggi, due metodi

In Italia non esiste una statistica ufficiale dello Stato sugli incidenti di caccia. Esistono due fonti che contano in modo diverso, e conviene conoscerle entrambe.

L’Associazione Vittime della Caccia, apertamente critica verso l’attività venatoria, raccoglie i casi riportati dai media. Per la stagione 2025-2026 conta 11 morti e 31 feriti durante l’attività di caccia; tra le vittime, un morto e nove feriti non partecipavano alle battute.

Un’analisi dell’Università di Urbino, che esclude malori, cadute, atti intenzionali e bracconaggio, arriva a numeri più bassi: 45 incidenti e 8 vittime nella stagione, con un trend in calo negli ultimi cinque anni. Nel 2025, secondo lo stesso studio, nessuna vittima mortale era estranea alla caccia, mentre i feriti non cacciatori sono stati sei.

La differenza sta soprattutto in cosa si considera incidente di caccia. Per noi il messaggio è lo stesso: il rischio per chi pedala è basso, ma non è zero.

Cosa dice la legge sulle distanze

La legge nazionale sulla caccia, la 157 del 1992, all’articolo 21 vieta di cacciare entro 100 metri da case e luoghi di lavoro ed entro 50 metri da ferrovie e strade carrozzabili. Vieta anche di sparare in direzione di questi luoghi da meno di 150 metri con fucile a canna liscia, o da meno di una volta e mezza la gittata massima con altre armi.

C’è però un dettaglio che interessa da vicino chi va in MTB. La norma nazionale esclude espressamente le strade poderali e interpoderali e non cita i sentieri. Le fasce di rispetto pensate per le strade, quindi, non coprono automaticamente gli sterrati e i single track su cui pedaliamo. Alcune regioni possono prevedere regole proprie, ma non conviene darlo per scontato.

Le fasce di rispetto proteggono case e strade. Sentieri e sterrati, a livello nazionale, restano fuori.

Il consiglio più utile: martedì e venerdì

La stessa legge fissa due giornate di silenzio venatorio: il martedì e il venerdì l’attività di caccia è sospesa. Per chi può organizzarsi, sono i giorni ideali per i giri nei boschi più frequentati dai cacciatori in autunno.

Attenzione però: gli interventi di controllo della fauna, per esempio sui cinghiali, seguono regole proprie e possono svolgersi anche al di fuori delle normali giornate di caccia. Il calendario venatorio della tua regione resta il riferimento.

Come farti vedere e sentire

Colori accesi

Marrone, verde militare, grigio e nero spariscono nel bosco d’autunno. Un gilet ad alta visibilità, una giacca arancione o gialla, un casco chiaro o un copri zaino costano poco. I cacciatori indossano arancione per un buon motivo: secondo le conoscenze attuali caprioli e cervi non lo percepiscono come un segnale, gli esseri umani sì. Il colore riduce il rischio, non lo elimina.

Evita alba e tramonto

La legge consente la caccia da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, e la caccia di selezione agli ungulati fino a un’ora dopo il tramonto. Sono anche i momenti in cui la fauna è più attiva. In stagione, meglio pedalare nelle ore centrali.

Resta sul tracciato e non sbucare dal fitto

Il caso della Val Curone lo mostra: uscire da un cespuglio o da una zona di bosco fitto è la situazione più delicata. Se senti spari, cani o richiami, cambia percorso.

Fatti sentire

Se ti ritrovi comunque vicino a una battuta, fermati sul tracciato e segnala la tua presenza a voce alta. Una voce umana è il segnale più affidabile. Segui le indicazioni dei cacciatori.

Se succede qualcosa

Se vieni preso di mira o senti spari pericolosamente vicini, allontanati, annota il luogo con precisione e chiama il 112.

Il nostro punto di vista

Non chiediamo di chiudere i boschi né di vietare la caccia. Chiediamo informazione. Oggi chi vuole sapere dove e quando si caccia deve districarsi tra calendari regionali, ambiti di caccia e bacheche comunali. E per sapere quanti incidenti ci sono stati deve confrontare i dati di un’associazione e di un’università, perché lo Stato non li raccoglie.

Una statistica ufficiale e una mappa pubblica delle battute sarebbero un passo semplice. Fino ad allora vale il buon senso: gilet arancione nello zaino, martedì e venerdì nei boschi, e un percorso alternativo quando si sentono spari.

Più bici, meno chiacchiere: servono dati ufficiali, non opinioni.

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