Scala CAI, scala STS, colori dei bike park come leggere davvero la difficoltà di un sentiero MTB

di Robert Langer

MC/BC su una traccia del CAI, S2 su una guida altoatesina, pista rossa al bike park. In Italia chi va in mountain bike deve saper leggere almeno tre sistemi diversi, e nessuno dei tre coincide perfettamente con gli altri. Ecco come funzionano, dove si somigliano e perché il colore all’inizio del sentiero racconta solo metà della storia.

Il cartello è blu, quindi “facile”. Poi arrivano radici, un gradino, un tornante stretto, e ti chiedi chi abbia deciso quella classificazione. Succede a tanti, e nei forum di rider se ne parla spesso. La risposta onesta è semplice: in mountain bike non esiste uno standard unico. Ogni sistema misura con il suo metro.

In Italia la situazione è particolare, perché convivono due scale importanti: quella del Club Alpino Italiano e la Singletrail-Skala di origine tedesca, molto diffusa nelle Alpi. Più, naturalmente, i colori dei bike park.

La scala CAI: salita e discesa separate

La scala di difficoltà MTB del CAI usa cinque sigle, dalla più semplice alla più impegnativa:

  • TC (turistico): strade sterrate larghe, compatte e lisce, simili a carrarecce.
  • MC (medie capacità tecniche): sterrati con fondo poco sconnesso, oppure single track compatti e scorrevoli.
  • BC (buone capacità tecniche): sterrati molto sconnessi, mulattiere e sentieri con fondo smosso ma percorribile, oppure compatto ma irregolare, con ostacoli naturali come gradini di roccia o radici.
  • OC (ottime capacità tecniche): come BC, ma su sentieri molto smossi o molto irregolari, con numerosi ostacoli significativi.
  • EC (eccellenti capacità tecniche): percorsi molto irregolari, con gradini e ostacoli continui che richiedono tecniche da trial.

La particolarità: ogni itinerario riceve un grado per la salita e uno per la discesa, separati da una barra. “MC/BC” significa salita di media difficoltà tecnica, discesa che richiede buone capacità. Un “+” segnala tratti ripidi e prolungati. L’impegno fisico non è nel grado: si legge a parte, nel dislivello e nella lunghezza.

Con il CAI leggi due gradi: uno per salire, uno per scendere. Ed è un vantaggio.

La scala STS: da S0 a S5, tratto per tratto

In Alto Adige, in Trentino e in buona parte dell’arco alpino incontri spesso la Singletrail-Skala (STS). È nata in Germania, sviluppata da Carsten Schymik, David Werner e Harald Philipp, ed esiste anche in versione italiana. Va da S0 a S5. Una S6 ufficiale non esiste: la scala è semplicemente aperta verso l’alto.

  • S0: sentieri scorrevoli nel bosco o sui prati, fondo compatto, niente gradini né radici, curve ampie.
  • S1: piccoli ostacoli come radici piatte e sassi, solchi di erosione, fondo a tratti smosso. Pendenza fino al 40 per cento, niente tornanti.
  • S2: radici e sassi più grandi, fondo spesso smosso, gradini e scalini bassi, curve strette. Pendenze fino al 70 per cento a tratti.
  • S3: sentieri a blocchi con molte rocce e radici, gradini alti, tornanti, fondo scivoloso. Pendenze oltre il 70 per cento non sono rare.
  • S4: ripidissimo e molto a blocchi, la corona tocca sui gradini. Servono tecniche da trial come spostare la ruota posteriore.
  • S5: ghiaioni, frane, più salti alti uno dopo l’altro, quasi nessuno spazio di frenata. Per la maggior parte dei rider, impraticabile.

La STS valuta solo la discesa o il piano e lo fa tratto per tratto: “S2 con due passaggi S3” è una descrizione tipica. Ammette anche il più e il meno (S2+ è un S2 al limite superiore). E vale per condizioni ideali, asciutto e con buona luce. Esposizione, pioggia, luce e velocità non sono considerate.

CAI e STS: si possono confrontare?

Le due scale descrivono terreni simili con parole simili, ma una tabella di conversione ufficiale non esiste. Noi non ne inventiamo una. Quello che si può dire è che la scala CAI copre tutto l’itinerario, sterrati compresi, mentre la STS si concentra sul single track. Chi pianifica un giro nelle Dolomiti fa bene a conoscerle entrambe.

I colori: stessa tavolozza, significati diversi

Poi ci sono i colori presi dallo sci. La STS stessa li abbina così: blu per facile (S0 e S1), rosso per medio (S2), nero per difficile (S3 e oltre). Il verde non è previsto. Il Tirolo austriaco, proprio oltre il Brennero, usa invece quattro colori in modo uniforme su tutto il territorio: verde S0, blu da S1 a S2, rosso da S2 a S3, nero da S3 in su, con valori precisi di pendenza e larghezza.

SistemaVerdeBluRossoNeroDoppio nero
STS (abbinamento colori)non previstofacile: S0 e S1medio: S2difficile: S3 e oltrenon previsto
Tirolo (Austria)molto facile: S0facile: da S1 a S2medio-difficile: da S2 a S3difficile: da S3non previsto
Forestry England (nuovo sistema)facilemoderatodifficileseveroestremo
IMBA (USA)cerchio verde: facilequadrato blu: più difficilenessun rossorombo nero: molto difficiledoppio rombo: estremo

La scala CAI non usa colori. Nessuna conversione ufficiale tra i sistemi: per questo non la proponiamo.

In pratica: un sentiero blu in Tirolo può avere passaggi S2, che secondo i colori della STS sarebbero già rossi. Nessuno sbaglia. Sono semplicemente righelli diversi.

Il colore è una promessa di chi gestisce il sentiero. Il grado è una descrizione del terreno.

Il doppio nero

Il doppio rombo nero arriva dalla cultura sciistica nordamericana ed è entrato in mountain bike attraverso l’IMBA. In Inghilterra la Forestry England lo sta introducendo gradualmente nel suo nuovo sistema come livello “estremo”: discese molto veloci e ripide, grandi drop e salti, ostacoli non evitabili. In Italia non c’è una regola comune. Se un bike park segna una linea doppio nero, conta la descrizione del parco.

Perché lo stesso colore cambia da posto a posto

Nessuno standard condiviso. Ogni regione, bike park e app decide per conto suo.

Media o passaggio più difficile? La STS valuta tratto per tratto, molti sistemi a colori danno un unico colore a tutto il percorso. Nei forum ricorrono i racconti di verdi che per un paio di punti dovrebbero essere blu, e di rossi con l’ultimo tratto chiaramente nero.

Costruito o naturale. Un flow trail blu con paraboliche e dossi è un’altra cosa rispetto a un sentiero naturale blu con radici e rocce. Saper fare uno non significa essere pronti per l’altro.

Cinque consigli prima di partire

  1. Capisci quale sistema hai davanti. CAI, STS o colori del parco? Molte app di cartografia mostrano anche i gradi STS da OpenStreetMap, da 0 a 5.
  2. Con il CAI guarda il secondo grado. In “MC/BC” la discesa è BC: è lì che serve la tecnica.
  3. Conta il passaggio più difficile. “S2 con passaggi S3” vuol dire saper fare S3, o essere pronti a scendere dalla bici per qualche metro.
  4. Posto nuovo, un livello sotto. La prima discesa in un parco o in una zona che non conosci, sempre un gradino sotto il tuo livello abituale.
  5. Bagnato e foglie: aggiungi un livello. È la nostra regola pratica, non un valore ufficiale. Ma ha salvato parecchie clavicole.

La nostra posizione

L’Italia ha un vantaggio che molti Paesi non hanno: con la scala CAI esiste un sistema nazionale serio, che separa salita e discesa. I bike park e i trail center farebbero bene ad affiancare al colore un grado tecnico, CAI o STS, e a segnalare i passaggi chiave. Costa poco e risparmia frustrazione a chi inizia. E a chi pedala: nessuna scala sostituisce il tuo sguardo. Fermati, guarda, decidi.

Published by Radical Life Studios / MTB Report


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